HIGH PRIEST

ROOTS & RIGHTS VOL2

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Ragien Nesta Lawrence, aka High Priest, nasce il primo gennaio del 1981 a Saint Ann Bay. Crescere in un luogo che ha dato la vita a Bob Marley non può che infondergli il verbo del reggae nelle arterie. Influenzato da concittadini del calibro di Sizzla e Capleton, High Priest sviluppa il proprio percorso artistico nella ricerca dell'hardcore reggae, stile grintoso, che fonde la classica melodia in levare ed innesti elettronici densi di adrenalina. Nel 2000, alla spensierata età di 19 anni, High Priest incontra il travolgente Team Splash, collettivo itinerante che seleziona musicisti emergenti. Team Splash permette all'artista di dare voce al suo primo singolo: Love The Girls. Nella continua ricerca di una dimensione che permetta alla propria musica di prendere il volo, High Priest lascia la Jamaica e porta il verbo del reggae sound in terra salentina, prima, e nella city milanese poi, esibendosi in club attenti ai suoni in levare quali: Acqua Potabile, Live Club di Trezzo e Nautilus. Il soggiorno italiano porta High Priest ad una collaborazione con il collettivo Franziska e la Reggae band comasca Out Of De Kitchen con i quali si crea da subito un profondo legame nel segno della sconfinata passione per le sonorità root che favorisce, a colpi di live incendiari, l'inserimento nella scena underground italiana. In barba alla distanza, l'artista prosegue la collaborazione proficua con i compagni giamaicani del ghetto di St. Ann, attivando un ottimo rapporto con l'etichetta newyorkese GoodLookRecords. Nel 2005, High Priest dà alle stampe il singolo Love Ganja, registrato in Jamaica e mixato nei Thalas studio di NYC dal producer Lenox Lawrence sotto lo sguardo vigile di Mr. Kharuso, guru della dance-hall, patron di GoodLookRecords e collaboratore di artisti culto quali Anthony B, I Wayne e Natty King. High Priest annuncia il proprio debutto discografico con un disco che porterà il nome di "Bless His Name", un puro frullato hard-core reggae nel rispetto dei valori della madre-patria Jamaica. Nove tracce per ballare, riflettere, sorridere e lasciarsi andare. Le canzoni saranno realizzate con la tecnica sharing, tramite la quale High Priest riceverà le basi per i propri brani direttamente dal ghetto di Saint Mary, per avvalorare la coerenza di un suono legato alle radici culturali da cui proviene. Nel 2009 produce , insieme a SEGNALEDIGITALE, una traccia in combination con "JahSon" Roddy, "Rise a man rise" e due traccie singole , "Some for the ghetto youth" e "Don't touch them gun", entrambe per il volume 2 della compilations "Roots&Rights", uscito nel marzo del 2009

www.myspace.com/highpriestragien